In quell’occasione incontrò l’americano Norman Kerry, che diventò il suo primo amico in terra straniera: era un simpatico giovane anche lui, ancora in cerca di qualcosa d’interessante da fare. Quando, nel 1915, entrò in guerra l’Italia, Rodolfo si presentò all’ufficio di reclutamento italiano di New York, ma neanche quella volta fu dichiarato abile. La madre gli aveva scritto che, insieme alla sorella Maria, aveva lasciato l’Italia per la Francia , dove prestava servizio in un comitato di assisten za ai soldati francesi. Per rassicurare i familiari sulla sua condizione, non esitò a farsi fotografare con abiti raffinati, presi a noleggio, e ad inviare la foto con dedica alla sorella e al fratello, Tentò di farsi arruolare dalle autorità inglesi ma, anche questa volta non fu dichiarato idoneo, si presentò infine agli uffici di reclutamento d’America, ma il suo occhio destro era troppo debole e non risultò utile alla causa della nazione americana. New York non aveva più nulla da offrirgli e nessun legame lo tratteneva in quella città; ritenne opportuno allontanarsene e, quando seppe che un impresario sta va raccogliendo una troupe di operette che, di città in città, si sarebbe spinta fino a San Francisco, Rodolfo chiese di entrarvi a far parte come “etoile danseur” della compagnia e, in caso di bisogno, come attore. Fu assunto e la commedia “Nobody Home” assicurò a Rodolfo una provvisoria tran quillità e gli permise di cogliere i primi successi come attore. Lo spettacolo tenne per moltissime sere il cartellone, ma l’organizzatore non riuscì neppure a coprire le spese, per cui la compagnia si sciolse a Ogden. Durante quelle rappresentazioni Rodolfo aveva deciso di darsi un nome d’arte, so stituendo il cognome del padre con un antico titolo della sua famiglia legato ad alcune proprietà terriere, loro confiscate, nel territorio di Martina Franca. Il titolo era quello di marchese di Valentina d’Antoguolla e lui pensa di chiamarsi Valentino. Perso l’impiego di danzatore e attore, Valentino continuò il suo viaggio verso San Francisco e lì riuscì ad essere assunto come agente in una banca italo-americana. Un giorno incontrò, in un ristorante di Los Angeles, il vecchio amico Norman Ker ry, che gli riferì di essere diventato attore negli studi cinematografici di Hollywood, dove tutto l’uni verso veniva ricreato sullo schermo. In quella località sperduta che, fino al 1914, non compariva neppure sulle cartine, la Nestor Film Company il 15 ottobre 1911 aveva allestito il primo studio cinematografico, pochi anni dopo ne seguirono altri, che divennero il polo d’attrazione per produt tori e attori di tutto il mondo. Sollecitato da Norman Kerry, dopo lunghe esitazioni , Valentino deci se di andarlo a trovare a Hollywood; venne presentato a diversi registi, ma per i film allora in produzione,non avevano bisogno di un tipo come lui che, pure, si era fatto catalogare in varie categorie: ballerino, giovanotto del bel mondo, gigolò, aviatore ecc. Fece la comparsa in alcuni film in cui, per circa otto mesi di apprendistato, fece tutte le parti, guadagnando appena di che vivere, come lui stesso affermò, molto tempo dopo. Ma, finalmente, nella stagione delle grandi scelte della vita, si era rotta una barriera di ostacoli ed era sbocciata una speranza. Il regista Emmett Flynn gli procurò una parte di cattivo nel film “Sposa Vergine”, quella di un conte italiano, giocatore e vizioso. Valentino l’accettò a condizione che il personaggio non venisse indicato come italiano. “Non pretenderai che sia americano!” gli fu risposto. “Non lo pretendo. Quando mai si è visto un conte americano?”ribatte ironicamente Valentino. Purtroppo, a quel tempo, il tipico personaggio italiano sullo schermo era il mascalzone senza cuore, che abbandonava le donne, dopo averle irrimediabilmente compromesse. In seguito ad una vertenza giudiziaria, quel film fu proiettato solo qualche anno dopo con il titolo. “Rodolfo Valentino in Sposa Vergine” per cui, invece di essere il film a lanciare Valentino, fu lui a lanciare il film. Nel settembre del 1918 lo stesso Flynn lo convocò per un ruolo accanto a Josephin Whittel nel film “Alimony”..Il regista, molto soddisfatto dalla sua interpretazione, predisse a Valentino un brillante avvenire come attore.
Domenica Terrusi
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