sabato 7 giugno 2014

LA LUNGA STORIA DELL’ULIVOCULTURA :TRA SVLUPPO E MARGINALITA’ (Parte II)



In genere, per la raccolta delle olive, venivano impiegati i giovani, in quanto le loro mani affusolate e non ancora incallite si prestavano meglio a raccogliere le olive più piccole nascoste tra il fogliame e le zolle di terra. La loro retribuzione era inferiore a quella degli adulti e pari a quella delle donne , le cui prestazioni erano ritenute inferiori a quelle degli uomini, ma se gli adulti venivano utilizzati per la raccolta delle olive, la loro mercede veniva adeguata a quella dei ragazzi.

I trappeti ipogei , con attrezzature archeo-industriali, visti in chiave antropologica, archeologica ed economica, anche con l’avvento dell’energia elettrica,  opportunamente ammodernati, hanno continuato a funzionare fino a pochi anni fa, sia in ambito urbano che rurale, dove facevano parte dell’area dei servizi delle masserie, ricavati in grotte carsiche o scavati nella roccia viva. La convenienza del vivere e dell’operare negli ipogei era  determinata dalla secolare problematica del risparmio energetico, possibile nelle viscere della terra, per un principio di termodinamica in base al quale, già a un metro sotto terra, si eliminano gli sbalzi termici e la temperatura si stabilizza con la risalita del calore in eccesso, anche se rimangono i problemi relativi all’aerazione ed all’illuminazione.


Gli oli prodotti in Puglia sono fra i più rinomati per sapore, poca acidità e colore.  In passato si classifica- vano in extra fruttati  e dolci, sopraffini, fini e mangiabili, i lampanti erano destinati a scopi industriali, Attualmente vengono classificati in extra vergini e vergini. Il peso specifico dell’olio nel Tarantino è di Kg. 0'891. In alcuni paesi del Tarantino: Grottaglie, Manduria, Sava, Martina Franca , si usava vendere le olive a tomolo raso (50 litri), a tomolo colmo si vendevano a Castellaneta, Massafra, Mottola, Palagiano (56 litri)

 In passato il prezzo dell’olio veniva fissato in base alla media dei prezzi  praticate nelle diverse piazze vicine e nei diversi frantoi, durante il mese di dicembre e di gennaio. Chi contravveniva agli ordini emanati “a voce”  tramite i banditori, era punito dalle autorità cittadine. Il campione dell’olio da vendersi si otteneva  dalla fusione di tre  campioncini d’uguale quantità prelevati  dalla cima, dal mezzo e dal fondo della “pistura” grande vasca rivestita di mattonelle o di cemento.

Domenica Terrusi

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