Nell’ottobre del 1918, ebbe la prima parte di protagonista nel film: “A Society Sensation” Il fisico di Valentino fu apprezzato all’istante per la delicatezza degli atteggiamenti, che lo resero un maestro delle situazioni intime. Il film, che avrebbe influenzato profondamente la sua vita d’attore fu “Eyes of Youth” diretto da Albert Parker e presentato nel 1919. Impersonava un corrispondente professionista, con bombetta, collo di pelliccia e andatura volgare che, quando si esibì in una scena di seduzione, mostrò un tale fascino sensuale da scavalcare completamente la venalità del personaggio. Anche quando faceva la canaglia, la sua latinità, il suo tratto signorile, la più preziosa eredità ricevuta da madre natura, emergevano incontrastati. Intanto il regista David Griffit continuava a chiamarlo per affidargli ruoli di personaggi spregevoli, che rendevano sempre più insofferente e irritato Valentino. Egli desiderava tanto farsi amare dal pubblico e non tollerava che l’aristocrazia italiana – malgrado ci abbia tanto onorati nel nostro passato storico- venisse continuamente ridicolizzata. Ma, per poter scegliere i ruoli, bisognava essere una vedette e Valentino non lo era ancora.
Quando la celebre scenografa June Mathis fu incaricata dal direttore della Metro di curare la scenografia di un romanzo di successo dello scrittore spagnolo Blasco Ibanes “I quattro cavalieri dell’Apocalisse”, il giovane regista Rex Ingram non sapeva ancora a chi affidare il ruolo del protagonista. Fu June Mathis a suggerirgli una figura maschile di spicco, quale si era rivelato Rodolfo Valentino. Ingram, nella veste di regista poco conosciuto e Rudy nel ruolo di attore non ancora affermato, furono protagonisti di numerosi scontri, sia sull’abbigliamento, sia sull’interpre tazione del ruolo assegnatogli, comunque il film piacque molto al pubblico e la personalità di Valen tino, la sua grazia e la sua forza irresistibile, che Ingram dovette riconoscere ed apprezzare solo tar divamente, rese quel film un classico, ancora oggi apprezzato. Molti film di guerra avevano regi strato, in quel periodo, spettacolari insuccessi, ma ne “I quattro cavalieri dell’Apocalisse” la violen za della guerra è smorzata e quasi offuscata dalle emozioni dell’amore e della seduzione espressi da Valentino insieme ad Alice Terry. Si evidenziò, finalmente, tutta la bellezza, la straordinari regolari tà dei lineamenti, che mai aveva potuto esprimere nei modesti ruoli in cui era apparso.
Fu tale l’eco del successo ottenuto dalla Metro, prima ancora che il film fosse presentato ufficial mente, che i produttori cercavano di catturare questo “astro nascente”. Durante la lavorazione di quel film, Valentino conobbe una giovane attrice di nome Jeanne Acker, bionda, allegra affasci nante. Rudy se ne innamorò perdutamente e, dopo pochi giorni, la sposò, il 5 novembre 1919. Quella notte stessa lei voleva tornarsene a casa e, da testimonianze giurate rese durante la causa del loro divorzio, risulta che chiuse la porta in faccia al marito, la sera delle nozze. Quella stessa settimana divorziarono. A cosa attribuire quell’epilogo? Molti sostennero che lei fosse lesbica, altri che era Valentino ad essere impotente. Quale delle due versioni è vera? Non è stato ancora chiarito. Più volte sollecitata a precisare il motivo di quella rottura, Jeanne Acker si era sempre rifiutata. Quel matrimonio, risultato un terribile sbaglio, lasciò Rudy in una dolorosa situazione di angoscia e rammarico, ma il cinema lo riprese con il suo ritmo frenetico e imperioso e gli si presentarono nuove prospettive. IL film che gli avrebbe dato la celebrità”I quattro cavalieri dell’Apocalisse”non era stato ancora distribuito e già con Alice Lake stava girando il film “Uncharted Seas” in cui impersonava un cercatore d’oro nell’Alaska. Due ore di primi piani sotto il sole avevano trasfor mato il viso di Rodolfo in una maschera di sudore, quando Alla Nazimova, celebre stella della Metro e molto apprezzata per le sue qualità manageriali, gli presentò Natacha Rambova, che sareb be entrata prepotentemente nella sua vita.” Valentino fu profondamente affascinato da quella donna che lo dominava con la sua intelligenza fredda e volitiva. Natacha fu attratta dal mito, che stava na scendo ed alla cui affermazione voleva dare un contributo, giovandosene allo stesso tempo per la sua carriera ( Divismo - Giulio Cesare Castello) La Rambova , destinata a diventare la seconda moglie di Valentino, era venuta a proporgli il ruolo di Armando nel film “La signora delle camelie” alla cui sceneggiatura aveva provveduto personalmente. C’era da superare la contemporaneità di lavorazione dei due films e soprattutto, l’antipatia del direttore di produzione M.r Bryant, che non sopportava i capelli impomatati di Valentino. Dopo laboriosi negoziati tra le due case produttrici, con un abbondante shampo, qualche arricciamento ai capelli ed uno sfoltimento delle sopracciglia, la Rambova e la Nazimova riuscirono a dargli l’aspetto che, presumibilmente, doveva avere un giovane francese di buona famiglia. Così Valentino fu ingaggiato nella parte di Armando Duval. Intanto la Rambova cominciava frequentare sempre più assiduamente Valentino, “anche se con Rudy conservò il suo carattere rigido e inflessibile di dominatrice, tanto che c’è da dubitare che l’abbia mai amato”. (George Ullmann) Durante la prima de “I quattro cavalieri dell’Apocalisse”
rinviata più volte perché coincidesse con la consacrazione del sepolcro al Milite Ignoto, nel cimitero nazionale di Mount Arlington, Rudy tenne stretta la mano di Natacha per tutta la durata del film, fino a quando il pubblico scoppiò in una straordinaria ovazione. Li rividero a un party a Santa Monica, al quale parteciparono Buster Keaton, Gloria Swansson a molti altri noti attori. Rudy prese una sbornia, litigò, per la prima volta con Natacha, che non volle essere accompagnata a casa da lui e andò via da sola in macchina, mentre Valentino la rincorreva, gridando. Comunque egli era sotto l’influenza di quella donna di talento, narcisista e volitiva, le cui scenografie la rivelarono una pioniera nella progettazione di ambienti e costumi. Per “La signora delle Camelie” adottò un motivo curvilineo, sensuale e lussuoso, in cui la foga amorosa di Valentino si manifestò in tutta la gamma di sfumature immaginabili: devozione, seduzione, emozione, dolcezza, crudeltà. Era la personificazione dell’uomo che vive per l’amore.
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