Per curare gli animali, un tempo, si usavano rimedi affini a quelli riservati agli uomini., poichè si riteneva che: “ Se viene a mancare qualcosa in casa , si può rimediare, se viene a mancare nella stalla , è una rovina”.
Le ferite degli zoccoli e delle corna dei bovini si curavano,spalmando la pece sulla parte infetta. Quando si trattava di fermare il sangue,si sfruttavano le proprietà emostatiche delle ragnatele. Per disinfestare i bovini dai pidocchi, si tamponava l’animale con il siero della ricotta. Per curare il cosiddetto “riscaldo”, si faceva bere alle bestie acqua calda con caffè o vino. Per estirpare i porri, si legavano strettamente con un filo e, crescendo, venivano troncati dalla legatura. Per le distorsioni delle zampe, si tenevano le bestie a riposo. In caso di tarlo alle unghie dei bovini, si spalmava della pece e, quando la parte interessata si gonfiava, usciva fuori il verme che l’aveva procurato. Quando gli animali venivano colpiti dall’afta, che colpisce le mucose della bocca e impedisce di mangiare, per non farli deperire ,si somministrava loro, tre o quattro volte al giorno, vino zuccherato e pane.
Per facilitare la digestione dei bovini, si dava loro un beverone di decotto di semi di lino e camomilla. Alle mucche che avevano partorito, per favorire l’espulsione della placenta, davano un beverone di crusca bagnata con acqua bollente e sale o un decotto di semi di lino, fiori di fieno e orzo. Ai vitellini appena nati, si metteva qualche chicco di sale grosso nelle orecchie, per farvi uscire le impurità, mentre le scuotevano per il fastidio che avvertivano. Per indurre la mucca a leccare il vitellino appena nato ed a togliere la pelle,che ricopriva gli zoccoli, si spalmava di sale. Per depurare le mucche che avevano avuto un parto difficile, si preparava un decotto di semi di lino,orzo, radici di malva e camomilla e, una volta al giorno si somministrava pane e vino o pane e caffè. In caso di diarrea si somministravano infusi di origano. In caso di raffreddore, si teneva chiusa la stalla, per permettere alle bestie di sudare e si applicavano sul dorso delle coperte calde.Quando i maiali venivano colpiti da una malattia ,che si manifesta con la comparsa sul corpo di chiazze rosse, si facevano sdraiare gli animali sull’ortica, oppure si sfregavano le ortiche sulle parti malate.Se una gallina voleva fare la chioccia contro il volere della padrona, le si faceva un bagno nell’acqua fredda. Per curare i vari malesseri,che si presentavano, si univano al solito pastone aglio e cipolla pestati.
Per invogliarle a fare le uova, si metteva nel nido un uovo finto.
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