sabato 3 luglio 2010

FARMACOPEA POPOLARE parte quarta PIANTE E FRUTTI TRA GASTRONOMIA E TERAPIA

PIANTE E FRUTTI TRA GASTRONOMIA E TERAPIA

Tanti frutti dei nostri campi,che concentrano al sole i profumi che emanano durante la maturazione e i sapori, che li rendono inguagliabili nel gusto, dispongono anche di grande potere terapeutico, per il gran numero di principi attivi, presenti in tuttii gli esemplari del regno vegetale, che agiscono sui vari organi del corpo umano con uguale ritmo, intensità e potenza.
L’ albicocca, frutto a polpa compatta e profumata,nelle diverse varietà, è nutriente e, quanto a vitamine energetiche, supera quelle dell’olio di fegato di merluzzo. Contiene vitamina A e C, sali minerali, soprattutto potassio, calcio e fosforo per cui è consigliata a chi soffre di anemia.


Le carrube, baccelli di una pianta maestosa, elegante e quasi nobile nel portamento, divenuta, purtroppo, rara nel nostro territorio. In passato i frutti del carrubo erano usati, in fitoterapia, come astringente, mentre il decotto di foglie è antisettico e decongestionante. I frutti carnosi e dal sapore intenso, fatti macerare in acqua, rilasciano un considerevole quantitativo di glucosio e se ne ottiene uno  sciroppo molto dolce, utilizzato come quello dei fichi.   Gli stessi frutti, fatti fermentare e distillare, forniscono gustosi liquori. Dalla parte polposa, fatta seccare, si estrae un surrogato del cacao, con un più basso contenuto di grassi e teobromina. I semi del carrubo, contenuti nella polpa carnosa, hanno tutti egual peso e vengono definiti carato dall’arabo “qirat “ – grano. Sono utilizzati, come unità di misura, in gioielleria.Dai semi, di colore bruno scuro, cuoriformi e lucidi, si ottiene una farina utilizzata nell’ndustria alimentare,è anche un ingrediente ideale per la pasticceria e la gelateria, come addensante. E’ credenza popolare che, tra i rami del carrubo, si rifugino le fate e che sotto di essi, siano sepolti grandi tesori.   


La ciliegia, frutto a polpa tenera o consistente, a seconda delle varietà. Contiene zuccheri, vit. A e sali minerali E’ lassativa, disintossicante, depurativa ed energetica per cui è consigliabile mangiarla la mattina ,per stimolare l’intestino.


I fichi, frutti zuccherini, sono molto ricchi di sostanze azotate e grassi vegetali, perciò  molto energetici. In passato, i contadini affrontavano le loro lunghe e faticose giornate di lavoro,con una tasca di fichi secchi ed un pugno di farinella ( sfarinata di legumi tostati) Hanno, inoltre, virtù terapeutiche eccellenti,, infatti sono lassativi ed espettoranti.Entrano a far parte de “ i 7 càpere” gli ingredienti che, secondo la tradizione popolare, dovrebbe contenere  un decotto emolliente ed espettorante di sicura efficacia, bevuto lentamente e ben caldo, durante la giornata. La polvere dei fichi arrostiti, mescolata al miele, offre un buon unguento contro i geloni.  


La fragola, frutto delizioso, a polpa carnosa e zuccherina. Contiene zuccheri, vitamina C e K, fosforo, calcio e ferro. Stimola il sistema immunitario, è lassativa, depurativa ed è utile per combattere i dolori reumatici.Lo zucchero,che contiene, è permesso ai diabetici..Una cura a base di fragole,da 300 a 500 gr. al giorno, abbassa l’ipertensione arteriosa.


Il gelso moro, frutto a polpa tenera  e profumata. Contiene tannino, carbonato di calcio ed altri sali minerali. E’ utile per curare l’ipertensione con un infuso di 5 gr. di foglie, da bere più volte al giorno. Per fermare la diarrea bisogna mangiare, a digiuno, 100 gr. di frutti non ancora maturi. Uno sciroppo efficace contro la tosse si ottiene facendo bollire a fuoco lento del succo di gelso moro con uguale quantitativo di zucchero, finchè non  si addensa. Si conserva in luogo buio e asciutto e si beve a cucchiai, più volte al giorno. Si può usare per gargarismi ,versando due cucchiai di sciroppo in un bicchiere di acqua tuepida.


Il limone, frutto dalla polpa succosa e acidula.Contiene acido citrico, acido acetico, zuccheri, glucidi, vitamine C e P, sali minerali e oligominerali, sostanze peptiche, citrato di potassio e citrato di calcio. Secondo la tradizione popolare, il limone va bene in ogni situazione; se uno non digerisce bene , si consiglia la limonata, magari calda. Per il suo carattere astringente il limone è utile contro la diarrea, bevuto sotto forma di limonata, ben zuccherata. L’acqua e limone si può definire la bevanda estiva di un tempo, toglie la sete e disinfetta.Secondo alcune testimonianze,il succo di  tre limoni in mezzo bicchiere di acqua, bevuto a digiuno, scioglie i calcoli renali  e cura i reumatismi. Questo trattamento si segue per dieci giorni e si ripete dopo una settimana di sospensione. Si usa il succo di limone per pulire le ferite, prima di fasciarle o coprirle con un cerotto. Per curare la stomatite si spreme un limone in un bicchiere di acqua tiepida e con la miscela ottenuta si fanno degli sciacqui da ripetere più volte, durante la giornata. 


La mela,frutto a polpa soda e più o meno profumata, a seconda delle varietà. Contiene zucchero, acidi organici,pectina, tannino, pentosano, sali minerali,vitamine A,B1,B2,C, E, PP. 
Le mele sono rinfrescanti e lassative. Un decotto di mele, ottenuto facendo bollire  delle mele sbucciate e senza torsolo, era usato per ogni infiammazione intestinale ed anche per curare la stitichezza. Uno sciroppo ottenuto grattuggiando delle mele crude, estraendone il succo e mescolandolo con lo stesso quantitativo di zucchero, dopo aver riposato per circa dieci ore,si filtra in suco ottenuto e si beve a cucchiate durante la giornata, per curare la bronchite. L’acqua di mele , ottenuta versando mezzo litro di acqua bollente su una mela sbucciata e affettata sottilmente insieme al succo di mezzo limone,  un pezzetto di cannella, due cucchiai di miele, lasciata riposare per un quarto d’ora e filtrata è un efficace rimedio contro gli stati febbrili.


La mela cotogna, frutto a polpa piuttosto aspra, ma molto profumata. Contiene zuccheri, acido tartarico, acido tannico, pectina, propectina. Un decotto ottenuto facendo bollire i semi per un quarto d’ora è  molto efficace per curare le bruciature. Le infiammazioni della gola ottengono un sicuro sollievo con uno sciroppo  ottenuto facendo bollire alcune mele cotogne con buccia e semi, in acqua zuccherata . Si passa al setaccio il composto e il succo ottenuto si usa, stemperandone un cucchiaio in un bicchiere di acqua tiepida,per fare gargarismi. La marmellata ottenuta facendo cuocere fino a disfarsi, le mele cotogne prive della buccia e del torsolo, con l’aggiunta di 800 gr. di zucchero per ogni chilo di polpa, è un ottimo rimedio contro la diarrea.



Le more,frutto globoso e molto succoso. Contiene tannino, glucidi, acido ossalico, acido citrico, acido malico, vitamina C, zuccheri, olio essenziale, flavonio. Inoltre, le more hanno un alto contenuto di calcio: 65 mg. per ogni 100 gr. di frutti maturi. Hanno proprietà astringenti per cui il succo delle more era largamente usato nelle dissenterie dei bambini. Per la diarrea ,in genere, veniva usato anche un decotto ottenuto facendo bollire in mezzo litro d’acqua 25 gr. di foglie secche, dolcificato con miele e bevuto caldo, tre volte al giorno. Sono raccomandati gargarismi per il mal di gola, le afte, le stomatiti e le infiammazioni delle gengive con un infuso di foglie e fiori di rovo, ripetuti più volte,.fino alla guarigione completa.Il decotto dei nuovi germogli di rovo nel vino è cicatrizzante ed è impiegato per curare le piaghe ribelli. Un decotto di germogli (100gr. in un litro d’acqua)  è usato per lenire il fastidio delle emorroidi. 


La noce, è un frutto che, secondo  i canoni della”magia simpatica”, ha il guscio  simile alla calotta cranica e il gheriglio simile al cervello umano, per cui la parte commestibile è stata, a lungo, utilizzata per curare le malattie mentali. Esso contiene protidi, glucidi, sali minerali, vitamine A, B1,B2, B5, PP, tannino, lecitina. L’esperienza popolare aveva sviluppato molto la pratica dei bagni di foglie di noce contro le piaghe, le eruzioni cutanee dei bambini, i geloni, la congiuntivite. Si fa bollire un pugno di foglie in un litro e mezzo di acqua  e si  applica sulla parte interessata. Con un decotto ottenuto facendo bollire 20 gr. di gusci di noce in un litro di acqua , bevuto tre volte al giorno, fino alla soluzione del problema, si combattono i vermi intestinali. Con cataplasmi di foglie fresche di noce,pestate fino a ridurle in poltiglia, si curano le ulcere, applicandoli ogni tre ore. Per combattere la febbre è sufficiente un decotto di foglie secche di noce, dolcificato con miele e bevuto due volte al giorno.


L’olivo, è un frutto ampiamente usato in gastronomia e dalle straordinarie virtù terapeutiche.
Contiene glucoside, oleouropeina, destrosio, idrocarburi, olio, grassi, enzimi, vitamine A,B1,B2,PP.Con il cosiddetto “balsamo del Samaritano”ottenuto mescolando,in parti uguali, olio d’oliva, vino bianco e chiara d’uovo, si medicano le parti ustionate. Con un decotto ottenuto facendo bollire per 20 minuti, 70gr. di foglie d’olivo, dolcificato con miele , si combatte la febbre , bevendone 4 tazzine al giorno. Con l’olio caldo si praticavano massaggi contro i dolori articolari e il torcicollo. “Uègghj de lùme ,ogni mèle chenzùme” sostiene un detto popolare. Un altro, ancora più rassicurante, asserisce: “Uègghj da jìndre e uègghj da fòre e ogni mèle se ne vòle”, quasi una panacea per tutti i mali, per  i nostri  nonni. 



La prugna, frutto a polpa soda. Contiene zuccheri, cellulosa e sali minerali, soprattutto fosforo, calcio e ferro oltre a vitamina A, B e PP. E’ lassativa e depurativa. Le prugne mature, cotte con vino e zucchero , diventano energetiche  e purificano la pelle.




Le sorbe, frutti, quasi scomparsi nel nostro territorio, ma ricchi di sostanze medicamentose. Contengono acidi organici, zuccheri (saccarosio) tannino, vitamine A, B1, B2, C, E, PP. Un efficace rimedio contro l’acne veniva preparato schiacciando delle sorbe fresche sbucciate e impastando la polpa ottenuta con un poco di farina di lino. Il preparato veniva applicato sul viso e lo si lasciava per 20 minuti. Per curare l’anemia si mettevano  le sorbe  in una teglia, ricoperte di acqua e si cuocevano nel forno fino a quando non risultavano morbide. Si pelavano e si mangiava la polpa ,che è piuttosto acidula. Un infuso, ottenuto  facendo cuocere delle sorbe pelate e tritate in mezzo litro di acqua bollente  e tenute a riposare per 15 minuti, prima di filtrarlo, era utilizzato per combattere la diarrea. Se ne bevevano   tre tazze al giorno.    



L’uva, frutto dagli acini a polpa succosa e zuccherina. Contiene vitamine e zuccheri diversi, tannino, acido malico,  enocianina, pectina. Le malattie della pelle si curano  con un decotto di cenere di tralci fatto bollire per un’ora, in acqua,a fuoco lento. Con il  liquido filtrato, si bagnano delle compresse da applicare sulla parte malata. Per far maturare gli ascessi, si preparano cataplasi di uva bianca seccata e schiacciata fino a ridurla in poltiglia da applicare, avvolta in una garza, sulla parte interessata, ogni tre ore, fino a quando l’ascesso non si apre. Fra un cataplasma e l’altro, si deve pulire la pelle con acqua calda o con olio d’oliva. Facendo bollire per 5 minuti, in mezzo litro d’acqua, 40 gr di foglie secche di vite, si ottiene un infuso efficace contro la couperose.Con una cura a base, esclusivamente, di uva, mangiata per due giorni di seguito (da 1 a 2 Kg. al giorno) ripetendo la cura dopo dieci giorni, durante tutta la stagione, si combatte l’obesità.

Nessun commento: