sabato 10 luglio 2010

Danze Popolari

QUADRIGLIE

Al termine di ogni ciclo lavorativo (mietitura, trebbiatura, vendemmia, semina, raccolta delle olive) per lo più allietato dal “capocanale” (abbondante pasto offerto dal padrone – datore di lavoro) i contadini si scatenavano in frenetiche danze sull’aia, durante l’estate, o negli ampi magazzini delle masserie, d’inverno. Molto diffuse le tarantelle e le “pizzica pizzica” ma un posto di rilievo occupavano anche le quadriglie che, nate in Francia intorno al 1815, presentavano, all’inizio,la difficoltà dei comandi in lingua, ma la gente di campagna, con straordinaria inventiva, un po’ alla volta, cominciò a scandire in dialetto i vari movimenti e a conferire al ballo una brillante vivacità. Alcuni testi raccolti dalla viva voce di anziani richiamano, senza dubbio, le ascendenze culturali da cui derivano, ma le varianti di schietta impronta popolare,  rendono più coinvolgente il ritmo della danza  e più caratteristica l’intonazione dei comandi che la regolano.
Riporterò nella sezione Canti Popolari i testi di quelle più significative, che sono riuscita a raccogliere.

Domenica Terrusi

Nessun commento: